Un sacchetto di biglie

Un sacchetto di biglie è un romanzo scritto da 2 fratelli veramente esistiti ai tempi della shoah,pubblicato il 1973 , 1975 direttto Jacques doillon e diretto nel 2017 da christian Dugueay

Stamattina al Teatro Nazionale di Quarrata è stato proiettato il film tratto da questa storia a molti studenti delle scuole del nostro territorio.

TRAMA

Due giovani fratelli di origine ebrea, Joseph e Maurice Joffo, vivono in Francia durante gli anni della seconda guerra mondiale. Una sera sono chiamati da loro padre che raccontò loro la storia di come lui era fuggito dalla Russia zarista, e quindi dice ai suoi due figli che devono percorre un lungo viaggio attraverso tutta la Francia, per scappare dai nazisti( per esempio Itler era il capo dei nazisti) raggiungendo la terra libera.Dopo aver ricevuto molto denaro dai loro genitori salutarono i loro cari( padre, mamma e i 2 altri fratelli che avevano). La prima destinazione del viaggio è la città di Dax: i due, dopo aver raggiunto la stazione d’Austerlitz, salgono su di un treno. Nel treno ci sono due SS che chiedono i documenti per attestare che i passeggeri non siano ebrei. Fortunatamente un prete che aveva i documenti legali prende sotto custodia i due ragazzi, che riescono così a superare i controlli. I due fratelli dopo una rocambolesca traversata accompagnati da una guida di nome Ferdinand riescono ad entrare in zona libera e a raggiungere Mentone dove hanno trovato rifugio i loro fratelli maggiori Henry e Albert che hanno trovato lavoro come parrucchieri.

La vita sembra cominciare a tornare tranquilla Joseph e Maurice trovano un lavoro. Il primo come aiuto di un contadino della zona e l’altro come panettiere ma poi vengono a sapere che i loro genitori mentre cercavano di passare nella zona libera sono stati arrestati e condotti in un campo in attesa della della deportazione, cosi il loro fratello maggiore Harry decide di partire per andare a cercare di liberarli. Durante l’assenza di Henri, Albert iscrive alla scuola del paese i due ragazzi tra cui si sentono bene. Henri, arrivato al campo di transito dove venivano messe le persone sospettate di essere ebrei, chiese un appuntamento con il capitano del campo che gli fu rifiutato, ma un poliziotto a cui tagliò i capelli in cambio intercedette per lui facendogli ottenere un appuntamento con il colonnello; il colonnello disse esplicitamente che se voleva salvare i propri genitori era a rischio la propria libertà, Henri disse che sua madre era russa ed imparentata con la famiglia imperiale dei Romanov, mentre suo padre era francese e disse, visto che il colonnello non sembrava convinto, di chiamare la prefettura di Parigi per verificare. Dopo lunghi periodi di attesa il colonnello decise di liberarli, ora vivono in un appartamento a Nizza. I due protagonisti però devono partire per Nizza perché i loro fratelli sono stati chiamati per andare a fare i barbieri dai tedeschi e siccome non hanno nessuna intenzione di farlo perché questo vuol dire buttarsi nelle fauci del lupo, decidono nuovamente di scappare e tutti insieme raggiungono i loro genitori.

 

 

Arrivati a Nizza passano un po’ di tempo con i loro genitori. Però in Italia l’8 settembre 1943 cade il governo e Mussolini e i soldati italiani che stazionavano a Nizza devono ritirarsi: al loro posto arrivano i tedeschi. Una sera il signor Joffo chiama i suoi due ragazzi per avvisarli che dovranno andare a vivere per un po’ di tempo in una specie di colonia, chiamata Nuovo Raccolto: lì saranno al sicuro e i tedeschi non potranno portarli via finché rimarranno nella colonia; così senza discutere i due partono. Lì i protagonisti vivono bene per molto tempo, grazie anche alla compagnia degli altri ragazzi e al signor Subinagui, il capo, che conosce tutta la loro storia. Una sera Joseph e Maurice sentono il rumore di un camioncino, guidato dal loro amico Ferdinand, che va a Nizza, i due non resistono, perché mancava loro la città di Nizza, e sapendo che poi al mattino sarebbero ritornati decidono di salirci insieme ad altri loro amici. Il viaggio però dura poco perché sono catturati dalle SS, i quali hanno requisito l’Hotel Excelsior come base e li portano lì. Intanto però sapendo che sarebbe potuto arrivare questo momento, i protagonisti si sono inventati un’altra vita nel caso di un interrogatorio, in modo da non far capire che sono ebrei cioè dissero che erano algeriani. Il tempo passa e una mattina essi sono condotti dal capo che dopo aver diviso i due fratelli li incomincia ad interrogare separatamente. I protagonisti però sono furbi e iniziano la loro commedia come previsto; purtroppo però ci sono due problemi che devono risolvere per essere liberati: il primo è che devono dimostrare di essere stati battezzati e di aver fatto la comunione e poi devono anche passare una visita medica per capire se sono stati circoncisi. Dopo l’interrogazione sono portati da un medico che li comincia a visitare, ma entrambi sanno di essere circoncisi e così raccontano di essere stati operati per una malattia che avevano da piccoli. Il medico, un po’ perplesso, conferma al capo che li ha interrogati e raramente dice (perchè non succede mai) che non sono ebrei. Dopo questo episodio passano tantissimi giorni nei quali Joseph è persino operato di meningite acuta. Una mattina il capo spiega ai ragazzi che devono dimostrare, però, di aver fatto la comunione, così permette a Maurice di uscire dall’hotel e di andare a cercare il documento necessario, il tempo a disposizione è di due giorni, se non fosse tornato nel tempo stabilito Joseph sarebbe stato fatto a pezzi. Così Maurice va subito da un prete, si fa falsificare i documenti e nel tempo stabilito li porta al capo. Il capo attesta che i documenti sono falsi. Il prete il giorno successivo chiede di essere ricevuto ma così non fu, si presentò il giorno successivo e fu accolto. Lui era lì per attestare che i documenti erano veri e che in caso non fosse convinto avrebbe chiamato il vescovo; il capo decise di liberarli per non mettersi contro la Chiesa che non era in guerra. Tornano al campo Nuova Raccolta. Appena arrivati però, devono ancora ripartire, perché c’è stata un’irruzione tedesca nel campo e perché il padre era stato trovato con i suoi documenti veri addosso e potevano fare velocemente così la madre decide di andare dalla sua sorellad a Montluçon. Raggiunta la stazione si rendono conto che lì fa molto freddo, però loro non hanno niente di pesante da mettersi addosso, quindi vanno in un negozio di abiti dove chiedono se ci sono dei cappotti o delle maglie pesanti, ma la commessa risponde che non ha nessuna delle due cose ma ha solo due sciarpe, inoltre propone di far alloggiare per la notte i due fratelli nella camera di suo figlio che è riscaldata, e loro accettano. I due, arrivati passano pochi giorni da Rosette, la loro sorella, avvisandola che il padre è stato di nuovo catturato dai nazisti, purtroppo secondo Rosette è meglio se vanno ad abitare ad Aix-les-Bains dove vivono i loro fratelli perché Montluçon è una piccola città troppo sorvegliata dai tedeschi. Dopo aver ricevuto dei vestiti pesanti i due ripartono.

Arrivati ad Aix-les-Bains si stabiliscono dalla famiglia Mancelier, anche se il signor Mancelier diceva esplicitamente di odiare gli ebrei; lì Joseph gestisce la libreria appartenente alla famiglia che li ospitava, mentre Maurice lavora in un hotel. Quando sui giornali comparve scritto “PARIGI LIBERA”, Joseph decise di tornarci prendendo un treno che traboccava di gente, mentre Maurice decise di raggiungerlo successivamente in automobile. A Parigi incontrano di nuovo tutta la famiglia, tranne il padre ( perchè è morto). Nell’appartamento, in quella città, non ci possono vivere tutti e allora Joseph e Maurice vanno in una città vicina a lavorare e a vivere.

Questo film è stato chiamato “Un sacchetto di biglie” perchè (anche se non ne ho parlato prima) durante tutto il film, Joseph, ha tenuto in mano la sua biglia preferita e alla fine quando ha scoperto che il suo babbo era morto, la biglia gli cadde dalla mano ed è rotolata sul pavimento. La biglia nel film è stata il “filo rosso” che ha accompagnato Joseph in tutta la storia.

ANDREA GJERGJI

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Il Vegetale

 

“Dopo aver rovinato la discografia italiana mi sembra giusto rovinare anche il cinema”        Parola di Fabio Rovazzi.                                                                                                                                               Infatti dopo essere diventato un fenomeno grazie al brano “Andiamo a comandare ha deciso di dedicarsi anche al cinema, e per questa volta si è affidato a Gennaro Nunziante. La strana coppia è dal 18 gennaio nelle sale italiane con Il vegetale, in cui Fabio Rovazzi interpreta Fabio Rovazzi, personaggio che si chiama come lui, si muove come lui, ha i baffetti come lui, ma non è proprio lui, visto che è un ventenne neolaureato che cerca lavoro senza successo. Quando il padre, interpretato da Ninni Bruschetta, subisce un grave incidente, Fabio decide di occuparsi della sorella minore, Nives, e per farlo accetta di andare a andare a “lavorare” in una periferia di Milano.                                                                                                                           

Deriso dalla sorella, illuso dalla maestra locale, schiacciato dal peso delle cassette di ortaggi, Fabio ha, però, un sostegno morale: Armando (Luca Zingaretti), figura che dispensa consigli, visto che pensa che la generazione del ragazzo sia composta solamente da ragazzi poco maturi che non sanno rimboccarsi le maniche.

Noi vi raccomandiamo a vederlo 🙂

KRISTEL & VIOLA

 

TORNANO I FILM MERANDA ALLA SCUOLA SECONARIA DI QUARRATA

Tornano i film merenda alla scuola media di Quarrata; film dedicati soprattutto ai più piccoli e ai bambini che frequentano il primo anno di scuola primaria.

Tra i vari cartoni e film proposti se ne trovano da più recenti ( come per esempio ballerina ;oceania;Baby boss;ecc…) a quelli un po’ più “storici” (miracolo nella 34° strada;il re leone;la bella e labestia; ecc…).

Sono pomeriggi interamente dedicati ai bambini.

I film merenda inizieranno dalle 14:00 fino alle 16:00 circa il costo individuale è di 1€.

Questi pomeriggi sono gestiti dagli alunni della 3^F.

SPAGNESI NOEMI

ANIMALI FANTASTICI E DOVE TROVARLI

Dopo la tanto attesa uscita al cinema di “Animali fantastici e dove trovarli” (che ha avuto milioni di visual in tutto il mondo) anche il libro ha venduto milioni e milioni di copie.

Il film è stato presentato in anteprima a New York il 10 novembre 2016 ed è stato distribuito in Italia il 17 novembre 2016.

Il film è stato ambientato nel 1926 con protagonisti personaggi magici e animali fantastici.

La trama del racconto parla di un ragazzo di nome Newt Scamander ( interpretato Eddie Redmayne) che dopo essere sbarcato a New York lo aspettano nuove avventure e ostacoli da superare con l’aiuto di nuovi amici fra cui Jacob (interpretato Dan Fogler)

La scrittrice di questo racconto (J.K. Rowling) dopo aver scritto la famosa saga “Harrt Potter” si inspira ad un libro citato nel medesimo film trasformando un semplice libro di animali magici, in una vera e propria storia diventata famosa in tutto il mondo dopo pochi giorni dall’uscita.

Buon’avventura a tutti!!!

Chiara Drovandi

Rachele Filippi

IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE

Il bambino con il pigiama a righe è un film che racconta di un bambino di nome Bruno di 8 anni curioso, intraprendente e appassionato all’avventura che vive in Germania più precisamente a Berlino.
Era figlio di un nazista che successivamente viene promosso come ufficiale e per questo avvenimento la famiglia si trasferisce in una casa di campagna.
Il bambino catapultato da una vita monotona circondata solo da domestici e soldati affiliati al padre,
il ragazzino inizia ad esplorare nei dintorni finché non trova un campo di concentramento, un luogo dove si eliminano gli Ebrei e dove conosce Shmuel suo coetaneo.
A dividerli vi era solo un filo spinato e il padre ma nonostante tutto, tra loro nasce una vera e propria amicizia.
A costo della vita lui supererà quella recinzione.
Quindi un giorno Bruno, con l’intento di scavalcare la recensione, si mise un pigiama a righe come quello del suo amico Bruno. Ad un certo punto vide suo padre che decide di portare lui e il suo amico in una stanza con l’intento di andare a giocare, ma invece era tutta una copertura perchè voleva solo portarli ad una camera a gas, per togliergli la vita.
Quel giorno il bambino con il “pigiama a righe” morì abbracciato al suo migliore amico.
Questa storia ci consigli di non essere razzisti e di non uccidere persone per niente.

GIUSEPPE CASSESE

HAMILTON: UN SALTO NELLA STORIA AMERICANA IN MEZZO A BALLI, CANTI E RIVOLUZIONE.

hamilton

Ciao! :3
Sono tornata con un nuovo articolo emozionante e questa volta voglio parlarvi di una cosa veramente bella: un musical che ho visto recentemente e che potrebbe tornare utile a chi di voi sta studiando la rivoluzione americana.
Si tratta infatti del musical “Hamilton”, che è stato prodotto negli Stati Uniti proprio l’anno scorso e che ha automaticamente avuto un enorme successo.
Naturalmente io, da brava spettatrice di musical in inglese, non potevo non vedere anche Hamilton. E vi dirò che mi è piaciuto talmente tanto che è diventato automaticamente la mia nuova ossessione.
Ora procederò nel descrivervi la trama.
L’intera produzione dell’opera è stata a cura di Lin-Manuel Miranda, che ne ha scritto la trama e il libretto.
Personaggio principale della storia è Alexander Hamilton, uno dei padri fondatori americani, che nasce come figlio illegittimo nei Caraibi. Egli riesce ad imbarcarsi su una nave diretta nelle colonie americane grazie alla sua capacità di raccontare e di catturare l’attenzione.
Nell’estate dell’anno 1776 Hamilton fa conoscenza con Aaron Burr, il quale è impressionato e al contempo preoccupato dalla loquacità del ragazzo e gli consiglia perciò di restare calmo.
Ma naturalmente il nostro Hamilton non lo ascolta e si unisce anzi a tre rivoluzionari appena conosciuti. Il più appariscente dei tre è senza dubbio il francese Marquise de Lafayette.
I tre sono vanno d’accordo quasi subito e iniziano a fantasticare di sacrificare la propria vita per una buona causa.
Nel frattempo, le tre sorelle Shuyler sono eccitate dall’aria di rivoluzione che si sente nelle colonie e la maggiore di esse, Angelica, è alla ricerca di una mente brillante con cui confrontarsi.
Hamilton attira presto l’attenzione di molte persone con il suo spirito energico e prima che lui riesca a rendersene conto la rivoluzione ha già preso vita. Il generale Washington ha bisogno di aiuto burocratico e nonostante Burr abbia reso disponibile i suoi servigi il generale fa affidamento su Hamilton, che diventa perciò il suo braccio destro.
Nell’estate del 1780, durante una festa, Hamilton e una delle sorelle Shuyler si conoscono e in poco meno di un mese si sposano, venendo al corrente di molte verità intriganti che vedono protagonista Aaron Burr.
Hamilton durante le battaglie è sempre più scalpitante per ottenere un ruolo in prima fila, ma il Generale è restio ad affidargliene uno. Dopo altri eventi, Hamilton sfiderà indirettamente a duello un altro membro dell’esercito e verrà perciò rispedito a casa, dove apprenderà il motivo per il quale il generale non gli affidava nessun incarico: sua moglie era incinta.
Lafayette e altri personaggi acquistano una rilevante importanza nelle vicende, finchè uno dei tre amici rivoluzionari –Laurens- muore in una faida con gli inglesi.
La moglie di Hamilton ha nel frattempo dato alla luce il suo primo figlio, Philip, nato nello stesso periodo della figlia di Burr, Theodosia, avuta dalla moglie di un ufficiale inglese.
Il primo atto termina con un enorme crescita di “angst” su vari livelli, tra Hamilton e Burr e tra Hamilton e la moglie.
Si conclude con l’allontanamento della moglie da parte dell’uomo e la sua elezione di segretario al tesoro.
Ora non sto a raccontarvi cosa succede nella seconda parte del musical, perché è un bestione assurdo e io sono un po’ stanca, ma vi suggerisco di guardare questo musical perché è veramente bello e ben strutturato.
Avendo un rapporto abbastanza stretto con l’America, poi, credo che sia molto interessante vedere la storia dell’indipendenza raccontata in chiave diversa.
Detto questo, spero che né l’articolo né l’opera (Se l’avete vista) via abbiano deluso e io vi saluto –ho fatto anche assonanza :D-
FRANCESCA CHITI.

INSIDE OUT

“Inside out” è un film, uscito a settembre 2015, prodotto dalla Pixar, che fa riflettere molto sul cambiamento dello stile di vita e sull’evoluzione dell’adolescenza di Riley.
Il regista Pete Docter, per fare questo film ha preso spunto osservando la sua famiglia, immaginando come se le emozioni fossero delle vere e proprie persone, nelle quali in ciascuna di esse prevale uno stato d’animo.
Questo film parla di una ragazzina, Riley, che a causa del lavoro del padre è costretta trasferirsi a San Francisco, inoltre ha dovuto anche lasciare la sua migliore amica e ha abbandonato il suo sport preferito: l’hockey sul ghiaccio.
Ecco una breve descrizione delle emozioni che vive Riley:
Paura: è un impiegato sempre stressato,che ha paura di perdere il lavoro, ma dato che il suo lavoro è lui stesso, questo non succederà mai.
Rabbia: è un tipo piuttosto irritabile e quando si arrabbia la sua testa prende fuoco.
Disgusto: è molto protettiva nei confronti di Riley ed è poco paziente.
Tristezza: è divertente anche nel suo essere triste.
Gioa: è una che cerca sempre di guardare il lato positivo di una situazione.
Vi consigliamo di andarlo a vedere perché è molto divertente ed è adatto a tutti, maschi e femmine!
Martina Belfore
Emma Tempestini