LA NUOVA GUERRA? IO CREDO NELLA PACE!

Qualche giorno fa abbiamo fatto un tema dove una delle tracce era:

“Parlami della notizia di un rischio di una nuova guerra”.

Ai telegiornali tutti parlano di guerre, bombe e attentati.

I primi di aprile la notizia principale è stata il rilasciamento di bombe chimiche in Siria nella provincia di Idlib dove sono morte moltissime persone a causa dell’utilizzo di armi chimiche.

In seguito a questo fatto si è riunito il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che però è immobilizzato dal veto della Russia, alleata di Assad.

Ma nessuno, e questo è un punto importante, ha chiesto ad Assad di andarsene.

Trump ha deciso quindi di rispondere a questo con il lancio di 59 missili prendendo di mira la base di Al Shayrat da cui erano partiti gli aerei con le armi chimiche.

La Russia ha definito questo attacco una “grave aggressione” e di “danni notevoli” ai rapporti con gli Stati Uniti” e il presidente siriano Assad hanno accusato gli Usa di comportamento “spericolato e irresponsabile”, promettendo che ci sarà una “reazione”.

Giovedì 13 aprile, gli Stati Uniti hanno sganciato in Afghanistan la cosiddetta “Madre di tutte le bombe”, l’ordigno non nucleare più potente nell’arsenale militare americano. Il suo nome tecnico è “GBU-43 Massive Ordnance Air Blast bomb”, o abbreviato MOAB (che è anche l’acronimo di “Mother of all bombs”, “Madre di tutte le bombe”). L’esercito americano ha detto di averla utilizzata per colpire e liberare da mine e altre trappole un complesso di caverne utilizzato dall’ISIS in Afghanistan. Il ministero della Difesa afgano ha detto che nessun civile è stato ucciso e che 36 miliziani dell’ISIS sono morti nell’attacco. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito il bombardamento: «Un’altra operazione andata bene», e il suo staff ha specificato che non è stato il presidente a ordinare direttamente l’attacco.

Il lancio della MOAB in è un segnale indirizzato alla Corea del Nord che continua a fare test sulla bomba atomica. Il leader coreano Pyongyang non l’ha presa molto bene ed ha detto che se gli Americani avessero sorpassato il confine nazionale essi non avrebbero avuto scrupoli a buttare bombe su bombe nella loro navi tramite la Corea Del Sud . Solo che a questo problema si aggiunge che l’ America non ha paura a contrattaccare con la bomba atomica.

A complicare la situazione gli attentati di Parigi degli ultimi giorni sugli Champes Elisées, dove un uomo ha sparato uccidendo un poliziotto, uno degli ultimi attacchi dell’Isis in Europa che oltre la Francia ha colpito anche la Germania e la Turchia.

Spero che questa situazioni migliori e che non abbia inizio una terza guerra mondiale come qualcuno scrive.

Io nel frattempo spero nella PACE!

PIETRO MENICI.

 

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MICHELE SCARPONI MORTO A 56 ANNI IN UN INCIDENTE STRADALE

Michele Scarponi è stato un ciclista professionista conosciuto con il nome di “L’Aquila di Filottrano” per le sue doti di scalatore.

Le sue vittorie più importanti furono la Tirreno-Adriatico 2009 e dopo la squalifica di Alberto Contador, il Giro d’Italia 2011.

Più recentemente, come spalla di Vincenzo Nibali nel team Astana contribuì al successo di questi al Tour de France 2014 e vinse la maglia rosa del Giro d’Italia 2016.

Da poco era tornato dal Tour of Alps terminato venerdì in Trentino dove aveva conquistato una tappa ed il quarto posto nella classifica.

E’ morto in un tragico incidente lo scorso 22 Aprile mentre si stava allenando, investito da un furgone sulle strade di Filottrano, lasciando 2 figli gemelli e la moglie.

L’autista non ha rispettato la precedenza e vedendo una macchina venire nella sua corsia è andato contromano e il ciclista gli è andato addosso, morendo sul colpo a soli 56 anni.

 

MICHELANGELO

ALESSANDRO

Il 25 Aprile e il 1 Maggio, due feste molto importanti!

 

Oggi vi parlo di due feste molto importanti per la cultura italiana l’ Anniversario della Liberazione e la Festa del lavoro che ricorreranno nei prossimi giorni e delle quali è importante conoscere il significato!.

 

25Aprile – Anniversario della Liberazione

In tutta Italia si festeggia il 25 Aprile con concerti, parate e manifestazioni ricordando un passato orribile terminati da ormai72 anni. Il 25 Aprile 1945 si segna per la prima volta la Resistenza italiana al nazifascismo. Quel giorno la città di Milano fu liberata dai fascisti che avevano preso il sopravvento del potere e lo stesso giorno venne liberata anche Torino. La guerra stava per finire, e Mussolini solo tre giorni dopo la liberazione venne arrestato, giustiziato e ucciso. Solo molti anni dopo, il 25 Aprile diventò la “Festa della Liberazione”.

Ma cosa successe in quei giorni? Perché la Resistenza è stata così importante per il nostro Paese? E, quindi, perché continuare a festeggiare il 25 Aprile?

La Resistenza e gli Alleati hanno combattuto a lungo contro i nazisti e i fascisti.

Questa lotta è stata una vera e propria guerra civile tra italiani fascisti e italiani antifascisti. Chi combatteva nella Resistenza era un partigiano: i partigiani non erano un esercito vero e proprio, ma erano civili che si armavano come potevano e si riunivano in gruppi per attaccare in ogni modo il nemico, cioè fascisti e nazisti.

I partigiani e tutte le parti che si opponevano ai nazifascisti (cattolici, comunisti, liberali, socialisti, azionisti, monarchici, anarchici) erano riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale (CNL).

Le radici della Repubblica Italiana sono da rintracciare proprio nella Resistenza: l’Assemblea Costituente (l’assemblea che scrisse la nostra Costituzione) fu in massima parte composta da esponenti dei partiti che avevano dato vita al CLN, i quali scrissero la Costituzione fondandola sulla sintesi tra le rispettive tradizioni politiche ed ispirandola ai princìpi della democrazia e dell’antifascismo.

Così nacque quella che è oggi l’Italia: una repubblica con una costituzione!

Ogni anno è importante festeggiare la libertà e la democrazia conquistate in quella giornata con cortei e altre manifestazioni.

Avete più o meno capito che cos’è veramente il 25 Aprile?

A dire la verità nemmeno io sapevo cos’era la festa della Liberazione quindi anche per me è stata una grande scoperta.

 

1 Maggio – Festa del lavoro

La “Festa del Lavoro” ha una lunga storia, nasce infatti a Parigi nel 1889.

L’idea venne lanciata durante il congresso della Seconda Internazionale, che in quei giorni era riunito nella capitale francese. Durante i lavori venne indetta una grande manifestazione per chiedere alle autorità pubbliche di ridurre la giornata lavorativa a otto ore. La scelta non fu casuale: infatti a metà del 1886, a Chicago, ci fu una rivolta sul lavoro visto che le persone lavoravano 16 ore al giorno i condizioni estreme e infatti morivano molto spesso sul posto di lavoro.

Il 1° maggio 1886 fu indetto uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti per ridurre la giornata lavorativa a 8 ore. La protesta durò 3 giorni e culminò, il 4 maggio, col massacro di Haymarket: una vera e propria battaglia in cui morirono 11 persone.

In Italia questa festività ha trovato filo da torcere negli anni: ad esempio in epoca fascista è stata repressa , mentre nel 1947 la ricorrenza ebbe una fine tremenda a Portella della Ginestra (PA) quando, la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina .
Quindi il primo maggio va commemorato per non dimenticare tutte quelle persone che hanno lottato per ottenere delle condizioni di vita umane per tutti, per difendere il proprio diritto al lavoro .

CHIARA GORI

 

BONACCORSO E GLI ALTRI … INTITOLAZIONE DELLE SCUOLE A BRUNO MUNARI E ALBERTO MANZI

Nei prossimi giorni ci saranno due  nuove intitolazioni a due scuole della Bonaccorso:

  • Il 29 Aprile la scuola d’Infanzia di Via Cino a Bruno Munari
  • invito-Munari
  • Il 2 Maggio la Scuola Elementare di via Torino ad Alberto Manzi
  • invito-Manzi

Ma chi sono questi due importanti personaggi dei nostri tempi

BRUNO MUNARI

Munari Bruno, occhiali, mano © Giliola CHISTE’

Bruno Munari (1907 , 1998 ) è stato  il più eclettico artista-designer italiano.
Sin dagli esordi negli anni ’30 con il Secondo Futurismo ha sempre dedicato la propria attività creativa alla sperimentazione, declinandola in ogni sua forma e affiancandole un’attenzione particolare per il mondo dei bambini e dei loro giochi. Le sue creazioni nei campi della pittura, scultura, design, fotografia e didattica ne attraversano le diverse poetiche seguendo il filo della sua personalissima originalità. Nel proprio lavoro Munari ha dedicato particolare attenzione al mondo dei  bambini . Senza mai scindere la dimensione del contenuto da quelle della forma e del materiale, ha progettato libri, libri-oggetti e giochi-per-pensare allo stesso tempo. Nel 1992 crea la collana “Block Notes”, libera collezione dai progetti dai risvolti creativi.

Una raccolta di idee ed esempi dell’operare artistico come input per il “gioco dell’intelletto” di tutti, riconoscibile nella veste grafica per le sue copertine grigie, il formato tascabile e i fori posti in copertina, che spingono il lettore a “curiosare dentro” il libro.

Nel 1944, sempre per i bambini e con i bambini, realizza “Favola delle favole”.

 

ALBERTO MANZI

Alberto Manzi è nato a Roma il 3 novembre 1924, figlio di Ettore, tranviere e di Maria, casalinga, che ebbero un’altra figlia, Elena. Manzi ha avuto quattro figli (Alda, Massimo, Roberta e Flavia) dalla prima moglie Ida, e una figlia, Giulia, dalla seconda moglie Sonia Boni. Con queste ultime si trasferirà, nel 1986, da Roma a Pitigliano (Grosseto).

Il 15 Novembre del 1960 va in onda la prima puntata della nuova trasmissione televisiva “Non è mai troppo tardi” il programma, condotto dal maestro Manzi, un corso di alfabetizzazione per adulti.
Realizzato in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione, il programma vuole consentire agli adulti analfabeti di conseguire la licenza elementare.
Nel 1960 ben 35.000 persone ottengono l’agognato diploma. Proseguito con diversi cicli sino al 1968, Non è mai troppo tardi viene soppresso quando aumenta notevolmente in Italia la frequenza alla scuola dell’obbligo.

ANDREA GJERGJI

FABER – FABRIZIO DE ANDRE’

Fabrizio De André era nato a Genova il 18 Febbraio del 1940. Figlio della borghesia agiata, è stato uno studente pigro fermatosi a pochi esami dalla laurea in legge, e ha avuto tra gli amici tra i quali Paolo Villaggio, Luigi Tenco, Gino Paoli. Fin da adolescente mostra insofferenza verso quella stessa borghesia genovese da cui viene e che, almeno in parte, frequenta. Preferisce infatti frequentare la Genova d’angiporto, quella dei bordelli, dei pittori, dei tiratardi e i circoli anarchici di Genova e Carrara. Alla laurea, come detto, non arriva mai. Non arriva perché allo studio dei codici antepone altre letture, divorando i classici della letteratura russa e francese e poi (soprattutto) i pensatori anarchici: Bakunin, Malatesta, Stirner.

Con una chitarra comincia a raccontare le sue storie e i suoi personaggi che non hanno nulla di convenzionale. Sono emarginati, perdenti, reietti, prostitute, drogati che De André. Bisogna sottolineare che, in effetti, la frattura con le sue origini familiari, con la cerchia sociale a cui sembrava destinato, era più di natura esistenziale che politica. Inoltre il suo disprezzo per la classe sociale a cui apparteneva lo allontanavano da suo padre, “super” manager di una delle aziende genovesi più importanti nel mondo con cui avrà sempre un rapporto di odio-amore.

De André si sentiva profondamente mediterraneo, quasi un “arabo di Genova”, descrivendo questo suo modo di sentirsi in uno dei suoi più celebri capolavori “Creuza de mä”, in lingua genovese.

Ma non dobbiamo dimenticare che, nonostante fosse un pacifista (immortale rimarrà l’immagine del soldato, che preferisce morire piuttosto che sparare, nella “Guerra di Piero”), le sue canzoni non erano per nulla incruente. Anzi, erano durissime e esprimevano la rabbia contro le ingiustizie che il potere provocava nelle persone.

Usava la poesia e le sue canzoni come arma per sottolineare e mettere a nudo le ipocrisie e le contraddizioni della società in cui viveva.

Non ha mai fatto la vita della star, ma questo non gli ha risparmiato l’esperienza già citata del rapimento nel 1979. Ma, nonostante l’apparente misantropia, De André non si è in realtà mai isolato, non è mai stato un solitario, anzi ha saputo spesso e volentieri collaborare con altri musicisti e cantautori(Fossati, De Gregori, la PFM tra gli altri), si è circondato del suo pubblico, con il quale ha instaurato un rapporto particolare fatto di fedeltà e di passione, e della sua famiglia, con cui ha fatto musica fino alla fine. Cristiano come musicista ad accompagnarlo, Dori e Luvi come coriste.
De André riusciva con il suo modo di cantare, con i suoi testi, con la sagacia delle sue prime semplici prove musicali, ad essere altrove, a non lasciarsi inquadrare nelle definizioni, nelle gabbie dei generi. Di certo è stato un rivoluzionario della canzone, capace per primo di liberare la musica italiana dai pesi della tradizione per affrontare il mare delle novità.
Ha saputo riscoprire il rapporto tra musica e poesia, ha scandagliato la nostra musica popolare e ha reinterpretato la musica internazionale, francese e statunitense in particolare, e da ogni cosa che ha scoperto, che ha imparato ha saputo trarre una canzone, qualcosa da dividere con gli altri.

Fabrizio De André ha scritto canzoni uniche e meravigliose, che accompagnano la nostra vita e riescono a farcene vivere qualcun’altra.
Canzoni grandi e piccole, colte e popolari. Canzoni da non dimenticare.

ANDREA GJERGJI

LORENSO STERKAJ

Il Mercatac

Il 13 Maggio parteciperemo al Mercatac, una festa in cui si scambiano oggetti ed esperienze, dove venderemo oggetti nuovi per poi il ricavato darlo all’Ospedale San Jacopo di Pistoia per acquistare macchinari per la cura dei tumori.

Questa festa si terrà in piazza del Duomo, a Pistoia e durerà per tutta la serata ma la sua storia inizia molti anni fa…

La prima edizione del Mercatac nasce nel nel 1984 e solo l’ anno dopo riesce a fare  buoni  importi, ma solo nel 1994 raggiunge un buon prezzo d’importi bensi 191.000 euro.

Questo anno il tema scelto dagli organizzatori è  “La Fantasia” …una mente creativa sa vedere nel caos del reale ciò che nessun altro ha saputo vedere. Uno spazio è riservato alla creatività dei ragazzi che hanno prodotto disegni,poesie, storie e hanno riflettuto sui giochi del presente, passato e futuro e anche i più grandi c’è uno spazio riservato loro .Essa vuole assumere quindi il tema della fantasia come contributo all’ informazione e alla conoscenza.

La professoressa Burchietti sta organizzando la partecipazione della nostra classe a questa manifestazione, chiedendo un contributo ai genitori che possono portare oggetti nuovi da mettere in vendita durante questa fiera della solidarietà.

In questa occasione Quarrata vuole riunirsi con lo scopo di divertirsi e di

passare un pomeriggio diverso, partecipando attivamente ad un ‘iniziativa di grande solidarietà che interessa tutta la cittadinanza.

A conclusione della giornata ci saranno degli stand gastronomici per continuare la serata in un momento di condivisione.

Un aiuto importante verrà dato anche dalla njostra scuola che ci ha permesso anche quest’ anno di poter svolgere un attività così bella.

Uno dei momenti più simbolici della manifestazione sarà l‘Abbracciocittà che si svolgerà nelle prime ore del pomeriggio attorno alle mura della città di Pistoia a partire dalle ore 15:00.

È una bella esperienza  soprattutto per qualcosa di molto motivante.

 

MENICI PIETRO

VALDISERRA TOMMASO

 

PAESE CHE VAI…USANZE PASQUALI CHE TROVI!

Quest’anno la Pasqua si festeggia il 16 aprile come ogni anno di domenica.

Perché ogni anno la Pasqua cambia giorno?

Perché la sua data cambia a seconda dei movimenti della Luna. La regola fu stabilita nel 325 dal Concilio di Nicea convocato e presieduto dall’imperatore romano Costantino I. Qui fu deciso che la Pasqua doveva venire sempre la domenica dopo la prima luna piena del 21 Marzo, equinozio di primavera.

Come si festeggia la Pasqua nel mondo?

La Pasqua è una delle feste più sentite nella religione cristiana, molte amate dai piccoli, soprattutto perché in tutto il mondo a fare da protagonista sono le uova colorate e di cioccolato!

In molti Paesi, come l’Italia e la Spagna, sappiamo che i giorni della Settimana Santa vengono fatte processioni che rievocano la tradizione religiosa e la mattina di pasqua le campane suonano a festa.

In gran parte dei Paesi del nord Europa (Germania, Inghilterra, Danimarca) si colorano le uova e gli adulti organizzano una super caccia al tesoro per la gioia di tutti i bambini che vi partecipano!

Poi ci sono alcuni Paesi in cui succedono “strane” tradizioni…

In Germania il giovedì santo si mangiano solo cibi verdi!

In Svezia e in Finlandia i bambini e le bambine si vestono da streghe e fanno una sorta di “dolcetto o scherzetto”, portando nelle case dei vicini cartoline pasquali per ottenere in cambio dolcetti o monetine. Questo perché in questi Paesi gran parte dell’anno c’è neve un giorno sì e l’altro pure e quindi l’arrivo della Primavera merita grandi festeggiamenti!

In Russia le famiglie organizzano il giorno di Pasqua un picnic…ma sulla tomba di un parente per stare vicini ai propri cari!

In Inghilterra e negli USA oltre alla caccia al tesoro con le uova, si fanno rotolare le uova dalle collinette a gran velocità e la rotolata più famosa è la Egg Roll alla casa Bianca!

In Messico c’è una strana tradizione…quella di colorare le uova e di romperle sulla testa degli amici in segno di augurio…meno male che da loro in questo periodo dell’anno è estate!

La Grecia e la Palestina hanno tradizioni che si intrecciano ai riti della religione ortodossa ed ebraica.

Di sicuro una cosa che non deve mancare in qualsiasi posto vi troviate sono le uova di cioccolato…protagoniste indiscusse di questa festa e molto amate dai bambini e da tutti i golosi!

 

MARGHERITA PRETELLI