INSTAGRAM

Instagram è un social network come Facebook, Twitter ed altri,che consente di condividere immagini e video. L’età minima richiesta per potersi iscrivere è di 13 anni ma Instagram, a differenza di Facebook, non chiede l’età all’atto dell’iscrizione e quindi molti bambini lo utilizzano senza sapere che non potrebbero farlo.

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Alcune funzioni di Instagram sono:

  • Possibilità di scattare foto con filtri in alta definizione per avere risoluzioni migliori.
  • Possibilità di supportare fotografie più grandi.
  • Possibilità di geolocalizzare e taggare foto.
  • Direct, ovvero inviare una foto a un utente senza pubblicarla.

A mio parere, i maggiori rischi per gli adolescenti sono legati alla privacy e alla geolocalizzazione perché,come ogni social network, Instagram favorisce incontri con estranei. Bisogna fare molta attenzione quindi che l’adolescente non condivida dati personali, foto inappropriate o video.

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Se vi chiedete “Ma su Instagram avviene il cyber bullismo?”.

La risposta, cari cari ragazzi, è che purtroppo anche su Instagram avviene il cyber bullismo!

Attraverso quali modalità ?

  • Foto
  • video
  • commenti
  • chat privata

Tutti gli smartphone consentono di fare “screenshot”, ossia di fotografare la schermata che si sta visualizzando in quel momento. Facendo così di conseguenza è possibile che vostri commenti o foto possano diventare di dominio pubblico.

Quindi ecco alcuni consigli da non sottovalutare:

  • Non pubblicate foto di cui potreste vergognarvi, per le ragioni di cui sopra
  • Non scrivete su alcun social o chat cose che possano essere usate contro di voi, per le stesse ragioni: i vostri commenti su qualcuno possono facilmente essere mostrati all’interessato/a (amico, professore, genitore…) con un semplice screenshot
  • Se qualcuno scrive commenti volgari o inopportuni su una vostra foto, post su Facebook o altro, bloccatelo senza pietà!

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Quindi il mio consiglio per voi è che se qualcuno vi commenta volgarmente , pubblica foto su di voi con didascalia per voi offensiva ,o se qualcuno vi offende, minaccia ecc. rivolgetevi subito ai vostri genitori, che potranno così rivolgersi subito alla Polizia Postale, così loro vi aiuteranno.

BASHARAT ALI

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DON PINO PUGLISI…UN PRETE SPECIALE!

Se qualcuno sale al secondo piano della scuola Santa Lucia si trova davanti ad una parete gialla in fondo al corridoio con su scritto: “Se ognuno fa qualcosa allora si può fare molto.”
Questa è la frase famosa di Don Pino Puglisi, un sacerdote esemplare che è stato ucciso dalla mafia a Palermo il 15 settembre 1993, perché sottraeva i bambini alla malavita.
Don Pino Puglisi sarà presto il nuovo nome della Scuola primaria di Santa Lucia, scelto grazie al sondaggio “Bonaccorso e gli altri” per l’intitolazione delle scuole dell’ICS “B. da Montemagno” di Quarrata.

Ma chi era Don Pino Puglisi?

Don Giuseppe Puglisi, meglio conosciuto come padre Pino Puglisi è stato un sacerdote ucciso dalla mafia il giorno del suo 56° compleanno.
Lui nasce il 15 settembre 1937 a Brancaccio, un quartiere della periferia di Palermo.
A 16 anni, entra nel seminario e ne uscirà sacerdote 23 anni.
Padre Puglisi cominciò a maturare la sua attività educativa rivolta particolarmente ai giovani.
Nel 1990 venne nominato parroco a San Gaetano, nel quartiere Brancaccio di Palermo, controllato dalla criminalità organizzata.
Qui iniziò la lotta antimafia. Egli cercava di non farvi entrare i bambini che vivono per strada e che considerano i mafiosi degli idoli, persona che si fanno rispettare. Egli infatti, attraverso attività e giochi, faceva capire loro che si può ottenere rispetto dagli altri anche senza essere criminali, semplicemente per le proprie idee e i propri valori.
Don Puglisi tolse dalla strada ragazzi e bambini che, senza il suo aiuto, sarebbero stati risucchiati dalla vita mafiosa, e impegnati per piccole rapine e spaccio.
Il fatto che lui togliesse giovani alla mafia fu la principale causa dell’ostilità dei boss, che lo consideravano un ostacolo. Decisero così di ucciderlo, dopo una lunga serie di minacce di morte di cui Don Pino non parlò mai con nessuno.
Il 25 maggio 2013 Papa Francesco lo ha proclamato Beato ed è il primo martire della chiesa ucciso dalle mafie.
Per ricordarlo vi invitiamo a guardare il video “Dedicato a Zio Pino” di Ficarra e Picone.

ANDREA GJERGJI
MARGHERITA PRETELLI

FARE MEMORIA…PER NON DIMENTICARE!

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale che si celebra il 27 gennaio in memoria delle vittime dell’ Olocausto. E stato così designato dalla risoluzione dell’ Assemblea generale delle Nazioni Unite del primo novembre 2016.

Si è stabilito di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa, liberarono il campo di concentramento in Germania.
Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche, arrivarono per prime a scoprire il campo d’ addestramento di Auschwitz e liberandone i sopravvissuti. Le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono per la prima volta al mondo l’ orrore del genocidio nazifascista. Tutti prigionieri sani furono costretti dai nazisti a marciare per una marcia della morte (certi prigionieri morirono nel tragitto).
L’ apertura dei cancelli di Auschwitz mostrò al mondo intero gli strumenti di tortura utilizzate in quel lager nazista.
La data del 27 gennaio in ricordo della Shoah, lo sterminio del popolo ebraico e non solo è indicata quale data ufficiale agli stati membri dell’ONU, in seguito alla risoluzione del primo novembre. La data del 27 gennaio in ricordo della Shoah, lo sterminio del popolo ebraico e non solo è indicata quale data ufficiale agli stati membri dell’ONU, in seguito alla risoluzione del primo novembre 2005.
I morti sono stati circa 5.680.000.

LORENSO STERKAJ

Giorno della memoria

Più di sessanta anni dalla seconda guerra mondiale, si ricorda ancora il giorno della memoria che continua a lasciarci grandi emozioni e grande tristezza. Pensate che sono stati uccisi più di 6.000.000 di EBREI innocenti solo per colpa di Hitler.
Il 27 Gennaio partirà un treno che arriverà fino in Germania ad Auschwitz per visitare il campo di concentramento. Mia nonna aveva gli ebrei in casa e vi chiederete, ma non rischiava di essere presa??? Avevano un trucco tutti quelli che avevano gli ebrei in casa mettevano i copertoni stesi come se fossero bagnati per non farli vedere.
Secondo me la giornata della memoria è importante perché non bisogna mai dimenticare questa giornata, per non scordarci del dolore che hanno passato gli ebrei.
Molti scrittori hanno parlato della shoa ad esempio Primo Levi che ha scritto molti libri e poesie.
Una delle più celebri poesie di Primo Levi è “se questo è un uomo”:
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

Ricordate di non dimenticare mai la shoa e quello che è successo agli ebrei.

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Il Giorno della Memoria si celebra il 27 gennaio per ricordare che durante la Seconda Guerra mondiale sono stati uccisi più di 6 milioni di ebrei nei campi di concentramento, nelle camere a gas,bruciati nei forni crematori…Risultati immagini per immagini shoah

300.000 zingari di etnia Rom e sinti morti nei campi di concentramento 300.000 esseri umani affetti da qualche tipo di disabilità mentale o fisica morti 100.000 oppositori politici del regime nazista uccisi 25.000 omosessuali 5.000 testimoni di Geova

Hitler ha completamente annientato intere popolazioni. Auschwitz, il più famoso campo di concentramento, è stato una macchina di morte nella quale la “razionalità” dell’orrore era finalizzata alla morte dell’ultimo ebreo d’Europa, e presto, chissà, del mondo.

Una macchina di morte che organizzava la morte di migliaia di ebrei, provenienti anche da paesi fuori dalla Germania .

Risultati immagini per immagini shoahIl “GIORNO DELLA MEMORIA” viene celebrato ogni 27 gennaio, nella nazione e nelle scuole, serve proprio a non dimenticare le sofferenze di allora .

Il ricordo può molto perchè il ricordo è attivo. Porta a farsi domande. A muovere i cuore e le menti di ognuno di noi.

Perché ricordare è un dovere che dobbiamo ai morti e ai vivi.

ECCO PERCHE BISOGNA RICORDARE IL GIORNO DELLA MEMORIA,PER FAR SI’ CHE TUTTO QUELLO CHE E ACCADUTO NO ACCADDA PIU                                                   

 

BASHARAT ALI 

IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE

Il bambino con il pigiama a righe è un film che racconta di un bambino di nome Bruno di 8 anni curioso, intraprendente e appassionato all’avventura che vive in Germania più precisamente a Berlino.
Era figlio di un nazista che successivamente viene promosso come ufficiale e per questo avvenimento la famiglia si trasferisce in una casa di campagna.
Il bambino catapultato da una vita monotona circondata solo da domestici e soldati affiliati al padre,
il ragazzino inizia ad esplorare nei dintorni finché non trova un campo di concentramento, un luogo dove si eliminano gli Ebrei e dove conosce Shmuel suo coetaneo.
A dividerli vi era solo un filo spinato e il padre ma nonostante tutto, tra loro nasce una vera e propria amicizia.
A costo della vita lui supererà quella recinzione.
Quindi un giorno Bruno, con l’intento di scavalcare la recensione, si mise un pigiama a righe come quello del suo amico Bruno. Ad un certo punto vide suo padre che decide di portare lui e il suo amico in una stanza con l’intento di andare a giocare, ma invece era tutta una copertura perchè voleva solo portarli ad una camera a gas, per togliergli la vita.
Quel giorno il bambino con il “pigiama a righe” morì abbracciato al suo migliore amico.
Questa storia ci consigli di non essere razzisti e di non uccidere persone per niente.

GIUSEPPE CASSESE

“CYBER BULLISMO”

 

Internet ha aperto nuove possibilità per tutti noi. L’altra faccia della medaglia è però rappresentata dai rischi legati ad un uso improprio di questo strumento: tra questi c’è il cyber bullismo.

Oggi il 34% del bullismo si verifica online e in chat, questo viene definito cyber bullismo.Il bullismo tra giovani avviene, per esempio, durante la pausa di ricreazione,in bagno,nello spogliatoio …Ma quello in rete anche se si  presenta in forma diversa, è bullismo: far circolare delle foto spiacevoli o inviare mail contenenti materiale offensivo può costituire un danno psicologico,poi avviene anche tra i social(Facebook,Youtube, Snapchat,Instagram,ask ecc.), anche i giochi con chat (Clash Royale ,Clash of Clans ,Clash of Lord ecc.),su console (Playstation,xbox one/360.Insomma, in questa epoca su qualsiasi programma connesso ad internet avviene il cyber bullismo.

 

Spesso i genitori e gli insegnanti ne rimangono a lungo all’oscuro, perché non hanno accesso alla comunicazione in rete degli adolescenti. Pertanto può essere necessario molto tempo prima che un caso venga alla luce .

Gli autori, i cosiddetti «bulli» o il cosiddetto «branco», sono spesso persone che hanno conosciuto la vittima a scuola, nel quartiere, e dopo le attività scolastiche …

Il confine tra un comportamento che resta scherzoso e uno che è percepito come offensivo non è così netto. Il cyber bullismo inizia laddove un individuo si sente importunato, molestato e offeso .Tuttavia, può trattarsi anche di atti mirati a rovinare una persona .I bambini e i giovani bersaglio di atti di cyber bullismo non devono assolutamente rispondere al bullo online, ma chiedere aiuto ai propri genitori o a un altro adulto di fiducia .La vittima in genere presenta sintomi inequivocabili:

  • indolenza,
  • calo del profitto scolastico,
  • stress e sfiducia nelle istituzioni ,
  • ansia,
  • aumento delle assenze scolastiche.

Nella nostra scuola verranno realizzati due incontri riguardo questa tematica:

  • giornata del 23 gennaio dedicata ai genitori
  • giornata del 24 gennaio dedicata ai ragazzi .

Il mio consiglio per voi è che se siete vittime del cyber bullismo rivolgetevi subito ai vostri genitori o alla scuola, così sarete aiutati.

BASHARAT ALI