Alla presa con gli slime! :P

Tutti ora parlano dello “slime”, una sostanza diventata antistress, poiché la caratteristica principale riguarda il fatto che esso si possa allungare. Talvolta, lo slime può produrre suoni rilassanti, può strapparsi, può rimbalzare…

Alcuni slime, inoltre, non seccano,come la “Pasta Magica”.

Gli slime sono molto amati da tutti, tranne dalle mamme perchè, in primo luogo, perchè, andando a contatto con i mobili, i muri e, soprattutto con i tappeti o i vestiti, può provocare dei piccoli danni. In secondo luogo, perchè costa troppo.

Le tipologie di slime sono tante, come ad esempio il crunchy, il fluffy, il butter …

Gli slime si possono anche fare in casa e gli youtuber più famosi che lo fanno sono: Iolanda Sweets, Lady Giorgia.

Prima, abbiamo parlato del fluffy slime e una sua ricetta è:

Esistono anche slime commestibili:

KRISTEL & EILI:)

Annunci

Sfera Ebbasta

Sfera ebbasta

Primi anni (2011-2013)

Il trapper inizia la propria attività musicale caricando video su YouTube tra il 2011 e il 2012 senza riscuotere alcun successo, in questo periodo conosce il produttore Charlie Charles, in occasione di una festa di Hip Hop. Forma così il collettivo Billion Headz Money Gang, meglio conosciuto con lo XDVR (2014-2016)

A partire da novembre 2014 produce diversi pezzi in collaborazione con Charlie Charles il suo attuale producer musicale che e li pubblica su YouTube con i rispettivi video. Dopo l’uscita del brano Panette inizia ad essere contattato da alcune etichette discografiche cronimo BHMG. Il 15 settembre 2013 pubblica Emergenza Mixtape

XDVR (2014-2016)

A partire da novembre 2014 produce diversi pezzi in collaborazione con Charlie Charles, che pubblica su YouTube con i rispettivi video. Dopo l’uscita del brano Panette inizia ad essere contattato da alcune etichette discografiche

L’11 giugno 2015 fa il suo esordio con il primo album in studio XDVR, composto da alcuni dei singoli pubblicati nei mesi precedenti e altri inediti. Uscito inizialmente per il download gratuito l’album viene ripubblicato in versione reloaded il 23 novembre attraverso la Roccia Music, etichetta discografica indipendente di Marracash e Shablo, e distribuito nei circuiti di vendita nazionali; oltre ai brani già presenti nella tracklist originale include gli inediti XDVRMX (con Marracash e Luchè), Ciny (di cui viene girato anche un videoclip) e Trap Kings. L’album ottiene un buon successo nell’underground e aumenta notevolmente la popolarità della musica trap in Italia, ricevendo anche un ottimo riscontro da parte della critica specializzata,ma è anche oggetto di numerose critiche in quanto vari brani parlano di vita dei quartieri di periferia (ispirati soprattutto alla realtà di strada della sua città, Cinisello Balsamo), comprendendo attività criminali e consumo di droghe quali la codeina e la marijuana.

Il 20 gennaio 2016 viene pubblicato su YouTube il video del brano inedito Blunt & Sprite, mentre nel corso dell’anno Sfera Ebbasta prende parte a una traccia del disco Anarchie del rapper francese SCH, positivamente impressionato dall’ascolto dei pezzi del rapper durante un soggiorno in Italia: realizza il brano Cartine Cartier, prodotto da Charlie Charles e DJ Kore, estratto come singolo promozionale dell’album

    Andrea Gjergji

25 aprile un giorno libero

Ogni anno il 25 aprile si festeggia la liberazione dell’italia dai nazzisti tedeschi.

Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) – il cui comando aveva sede a Milano ed era presieduto da Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani proclamò l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia facenti parte del Corpo Volontari della Libertà di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa, giorni prima dell’arrivo delle truppe alleate; parallelamente il CLNAI emanò in prima persona dei decreti legislativi, assumendo il potere «in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo Italiano», stabilendo tra le altre cose la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti, incluso Benito Mussolini, che sarebbe stato raggiunto e fucilato tre giorni dopo.

«Arrendersi o perire!» fu la parola d’ordine intimata dai partigiani quel giorno e in quelli immediatamente successivi.

Entro il 1º maggio tutta l’Italia settentrionale fu liberata: Bologna (il 21 aprile), Genova (il 23 aprile) e Venezia (il 28 aprile). La Liberazione mise così fine a venti anni di dittatura fascista e a cinque anni di guerra; la data del 25 aprile simbolicamente rappresenta il culmine della fase militare della Resistenza e l’avvio effettivo di una fase di governo da parte dei suoi rappresentanti che porterà prima al referendum del 2 giugno 1946 per la scelta fra monarchia e repubblica – consultazione per la quale per la prima volta furono chiamate alle urne per un voto politico le donne – e poi alla nascita della Repubblica Italiana, fino alla stesura definitiva della Costituzione.

Il termine effettivo della guerra sul territorio italiano, con la resa definitiva delle forze nazifasciste all’esercito alleato, si ebbe solo il 3 maggio, come stabilito formalmente dai rappresentanti delle forze in campo durante la cosiddetta resa di Caserta firmata il 29 aprile 1945: tali date segnano anche la fine del ventennio fascista.

Su proposta del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il principe Umberto II, allora luogotenente del Regno d’Italia, il 22 aprile 1946 emanò un decreto legislativo luogotenenziale  che recitava:

Torino, 6 maggio 1945. Sfilata della liberazione in piazza Vittorio Veneto
 

La ricorrenza venne celebrata anche negli anni successivi, ma solo il 27 maggio 1949, con la legge 260 , essa è stata istituzionalizzata stabilmente quale festa nazionale:

 

Da allora, annualmente in tutte le città italiane – specialmente in quelle decorate al valor militare per la guerra di liberazione – vengono organizzate manifestazioni pubbliche in memoria dell’evento.

La tra gli eventi del programma della festa c’è il solenne omaggio, da parte del Presidente della Repubblica Italiana e delle massime cariche dello Stato, al sacello del Milite Ignoto con la deposizione di una corona d’alloro in ricordo ai caduti e ai dispersi italiani nelle guerre

In questgo speciale giorno vengono solitamente mostrate le frecce tricolore che colorano il cielo con i tre colori della bandiera italiana90875654312357i9opoo86543333333333333333333332113567890'ì1234567890'12345678901234567890'1234567890'123456789123456789901234567

      Sara Bargiacchi & Noemi Spagnesi

Jacopo e la origamimania ;-)

Negli ultimi anni ho fatto una scoperta che mi appassiona molto: gli origami!

A volte sono una passione talmente travolgente che non sempre riesco a frenare. Adoro lavorare con le mani e creare oggetti curiosi partendo da un semplice foglio di carta rettangolare ( a volte anche quadrato).

Ma “Cosa sono gli origami?”  ” Da dove vengono?” sono domande che mi vengono fatte spesso ma alle quali non riesco sempre a dare la risposta corretta, quindi oggi ho pensato con questo articolo di riuscire con voi a trovare quella giusta.

La parola origami deriva dal giapponese “ori” che significa “piega” e “kami” che vuol dire “carta”.

storia-origami

In Giappone, quasi tutti conoscono il metodo per fare una gru, che nella loro tradizione era considerata di buon augurio o ringraziamento, come da noi si piega la carta per fare delle barchette o aeroplanini per passatempo.

L’ingresso ufficiale dell’ origami nella cultura giapponese è databile intorno al IX secolo d.C., quando, durante i rituali religiosi nei templi Shinto, apparvero i primi go-hei (strisce di carta bianca piegate a zig-zag), simboli della presenza di Dio. La carta era già da decenni considerata un materiale nobile e la sua introduzione, con i go-hei, nella sfera religiosa ne consolidò il fascino e il rispetto. Infatti, ben presto le complesse regole dell’Orikota(figure di carta piegata) e i modelli originali dello stesso vennero custoditi con religiosa cura dalla casta sacerdotale shintoista. Anche durante le cerimonie nuziali era usanza, e lo è tutt’oggi, attaccare delle farfalle di carta alle coppe di sakè con le quali gli sposi brindano alla felicità della loro unione. Queste farfalle di carta (mecho,  per lo sposo e o-cho, per la sposa) avevano un profondo significato augurale e la loro preparazione era considerata un grande onore, solitamente riservato ai parenti più stretti.

L’origami diventò ben presto e per secoli una pratica comune. Piccoli oggetti di uso comune e domestico (come, per esempio, aghi, rocchetti di filo ecc.) erano riposti in piccoli contenitori di carta piegati opportunamente secondo le necessità. Le erbe medicinali venivano custodite in scatolette o cofanetti (tsu-tsumi) che, realizzati in carta, permettevano di mantenere il giusto grado di umidità naturale e una perfetta traspirazione, senza comprimere le erbe stesse.

Kabuto – elmetto samurai

L’arte dell’origami, tramandata di generazione in generazione, veniva, e viene anche oggi, insegnata ai bambini in tenera età, in modo che possano realizzare essi stessi i propri giochi: l’elmetto samurai (kabuto) è una tra le figure più popolari; inoltre, non dimentichiamo che i primi aquiloni nacquero come origami volanti. Allo stesso modo, nel rispetto delle tradizioni, alle bambine venivano insegnate quelle forme di origami che, dopo il matrimonio, avrebbero dovuto abbellire la loro casa.

Successivamente questa arte è arrivata in Europa e piano piano si è diffusa nel nostro continente.

La cosa che mi affascina di più di questa tecnica è il trasformare dei semplici fogli in oggetti 3D, facendo solo delle semplici piegature, ma non è proprio semplice come si può pensare. Per fare questi lavoretti è necessario essere precisi, pazienti e veloci.

Provateci anche voi 🙂

 

JACOPO BUSCIONI

 

UN MUSEO A TUTTO…SELFIE!

La cosa più POP che puoi trovare al giorno d’oggi? Senza alcun dubbio la moda dei selfie! La moda dei selfie è diventato come una “malattia” che non risparmia ne grandi ne piccini.
E proprio a questa “malattia” è stato costruito un intero museo a Glendale(Los Angeles) il Selfie Museum.
Quando pensiamo ai musei pensiamo ai soliti musei ma questo non è uno di questi è,bensì, un museo interattivo in cui sono stati allestiti apositi set in cui i visitatori possono fare il loro selfie perfetto e,ovviamente, postarlo sui social!Pearl.jpeg
“Vogliamo che le persone ridano e siano piacevolmente sorprese di tutta l’esposizione.La gente non vuole più consumare silenziosamente l’arte,piuttosto vuole esserne parte.Ci sono più selfie con la Gioconda che della Gioconda stessa” queste sono le parole di Tommy Honton, cofondatore insieme a Tair Memedov e prodotto da Abylay Zhakashov.
A ben pensarci l’autoritratto è un tema caro alla storia:alla fine un autoscatto non è altro che un autoritratto digitale
In questo museo potrete abbracciare e scattare un selfie insieme a grandi opere d’arte riconuscete in tutto il mondo; a questi selfie si possono aggiungere emoji e postarlo subito sui propri social; no non sto scherzando tutto ciò è possibile al Selfie Museum ma sbrigatevi perchè questo museo non rimarrà ancora per molto infatti chiuderà il 31 maggio.
Il costo del biglietto è di 25 dollari per i primi giorni e la gente faceva la fila per farsi dei selfie con le opere.
Nè cibo nè bevande consigliati invece sono telefoni,fotocamere,smartphone e bastoni per i seflie come si legge sul sito dedicato. ll.jpg
Ma parliamo un pò dei fondatori di questo fantastico museo
Mamedov è un noto comico, scrittore, regista e game-designer che ha lavorato nel cinema e nella televisione russa e a Los Angeles. Tommy Honton è uno scrittore, un game designer e un creatore di progetti di ‘narrazione immersiva’ (realtà virtuale). Abylay Zhakashov, infine, è un imprenditore e produttore cinematografico.
Qundi cosa state aspettando? Biglietti per l’aereo,telefone e bastone per i selfie e via prima che il nostro caro museo-malattia venga chiuso.
Spagnesi Noemi

Arrivano i francesi!

Lunedì 9 aprile, in serata sono arrivati gli studenti francesi per partecipare allo scambio culturale e subito sono state fatte le coppie (un ragazzo francese e uno italiano) per l’ospitalità nelle famiglie degli studenti della Bonaccorso.

 

IMG-20180416-WA0006.jpg

Il giorno seguente, i ragazzi francesi sono stati a Firenze, dalla mattina alle 17:00 e poi sono tornati nelle famiglie assegnate.
Mercoledì mattina i ragazzi della nostra scuola hanno esposto agli ospiti un lavoro di gruppo a cui avevano lavorato in precedenza.

IMG-20180416-WA0004.jpg

 

 

 

IMG-20180416-WA0005.jpg

 

 

IMG-20180416-WA0003 (1).jpg

 

Nel pomeriggio, invece, entrambe i gruppi dei ragazzi coinvolti nello scambio sono stati al bowling e poi hanno cenato al ristorante Sant’Andrea.

Giovedì hanno visitato la città di Siena e quando sono tornati sono andati alla festa organizzata presso il teatro della Loggetta ai Casini, con tutti i ragazzi e alcune prof.

 

IMG-20180416-WA0008.jpg

 

Infine venerdì mattina, alle 6:45 circa ci sono stati i saluti per concludere questa fantastica avventura!

    Sara Bargiacchi & Kristel Dumi

OLTRE I LIMITI – Bebe Vio

Beatrice Maria Adelaide Marzia Vio è nata a Venezia e ha due fratelli: Maria Sole e Nicolò. É da quando aveva cinque anni che pratica scherma. Purtroppo, però, nel 2008, a 11 anni, fu colpita da una meningite per cui le dovettero amputare le gambe e le braccia.

Dopo tre mesi all’ospedale ritornò a scuola e iniziò a fare riabilitazione motoria e fisioterapia presso il centro protesi INAIL di Budrio (BO) e, circa un anno dopo l’insorgenza della malattia, riprese l’attività sportiva di schermitrice, anche di livello agonistico, grazie a una particolare protesi progettata per sostenere il fioretto.

Da allora è apparsa come testimonial, in molti programmi televisivi, per diffondere la conoscenza della scherma su sedia a rotelle e dello sport paralimpico in generale; in un paio di occasioni ha gareggiato a scopo pubblicitario insieme alla sua figura ispiratrice, la plurimedagliata Valentina Vezzali. Nel 2009 la famiglia di Beatrice Vio fondò art4sport, ONLUS di sostegno all’integrazione sociale tramite la pratica sportiva di quei bambini che hanno subìto amputazioni. Nel 2012 fu tra i tedofori ai Giochi paralimpici di Londra; in occasione di Expo 2015 Vio è stata scelta quale testimonial della Regione Veneto alla rassegna internazionale. Il 18 settembre 2016 ha sfilato come portabandiera dell’Italia in occasione della cerimonia di chiusura della XV Paralimpiade di Rio 2016. Nel settembre 2016 ha posato per la fotografa Anne Geddes per una campagna a favore della vaccinazione contro la meningite. Il 18 ottobre 2016 ha fatto parte della delegazione italiana alla cena di Stato alla Casa Bianca, l’ultima offerta dall’amministrazione Obama. Nel 2017 conduce su Rai 1 il programma “La vita è una figata”.

Lei ha avuto delle buone allenatrici: Federica Berton e Alice Esposito.

  • Giochi paralimpici:

       2016: oro individuale

       2016: bronzo a squadre 

2017: oro individuale

2017: oro a squadre

  • Campionati europei paralimpici di scherma: 

    2014: individuale

2014: a squadre

  • Campionati italiani paralimpici assoluti di scherma: 

          2012: individuale

2013: individuale

 

 KRISTEL DUMI 🙂